Milano ha avuto, tra i tanti, un'artista di immenso valore, Alda Merini.
Ci ha donato poesie meravigliose, capolavori di amore e di dolore ma sempre inni alla vita e alla sua bellezza.
Ho voluto disegnare un piccolo omaggio a lei nella giornata del 25 novembre, tanto significativa per molte di noi.
il mio mondo creativo, la mia vita, le mie tempeste interiori e tante casette
cuoreditela.blogspot.com
26 novembre 2015
Ricordo di Alda Merini
25 novembre 2015
miniSAL Natalizio
Manca un mese a Natale
oggi parte l'ultima tappa del miniSAL natalizio
concludiamo lo schema ricamando la parte a sinistra della ghirlanda.
Grazie a tutte le amiche che hanno ricamato insieme a me questo piccolo disegno. Ognuna di voi è preziosa.
oggi parte l'ultima tappa del miniSAL natalizio
concludiamo lo schema ricamando la parte a sinistra della ghirlanda.
Grazie a tutte le amiche che hanno ricamato insieme a me questo piccolo disegno. Ognuna di voi è preziosa.
23 novembre 2015
Babbo e cupcake
Quanto pesa questo maxi cupcake! Babbo Natale fa una gran fatica a trasportarlo! Ma dev'essere buonissimo....
Accidenti, Rudolph! Come possiamo far passare il mega cupcake lungo il camino? Abbiamo un problema. ..
Sul mio etsy shop con disegno free natalizio in omaggio.
18 novembre 2015
16 novembre 2015
pensiero (non si tratta di ricamo)
Io non sono (più) religiosa.
Ho smesso un giorno e non so quando. Mi sono guardata dentro e non ho più trovato nulla. Mi sono guardata intorno ed ho visto cosiddetti religiosi che mi facevano ribrezzo. Quindi basta, grazie, sono a posto così.
Questa è una premessa che trovo doveroso fare perchè sia chiaro che non mi si troverà mai a brandire un Crocefisso per sostenere un'idea piuttosto che un'altra. Ha il mio massimo disprezzo chi nello stesso modo brandisce un Libro Sacro.
La strage orrenda di Parigi ha lasciato tutti noi senza parole. Forse avremmo dovuto mostrare la medesima attenzione ad altre immense carneficine, quelle lontane, quelle che hanno poca eco mediatica.
I morti sono sempre morti, ovunque si trovino.
Ma tant'è.
Per la nostra cultura è molto più facile identificarci nelle vittime parigine, perchè avremmo potuto esserci noi in quel teatro, in quel contesto, in quel momento. Con una bibita in mano o mentre scrivevamo cose divertenti su whatsapp organizzando il weekend incipiente con gli amici.
Avremmo potuto essere i genitori di quei ragazzi (no, non farò vivere i miei figli sotto la famigerata campana di vetro, perchè la vita è una e mai come in questo momento vale la pena di viverla e lo faranno sulla base di tutte le mie possibilità di madre e di lavoratrice), ed essere a casa ad attendere una telefonata, sentendo il baratro della disperazione allargarsi sotto di noi e sapere con assoluta consapevolezza che da quel momento in poi non avrebbe mai più avuto fine.
Il disgusto che provo nel leggere le dichiarazioni di chi tratta l'Isis come una specie di virus sfuggito al laboratorio, mi fa capire che mai più crederò alle parole di un politico, di un cosiddetto "potente della Terra". Ma ho quarantatré anni e non credo quasi più a nulla in generale, figuriamoci nella politica in particolare.
Le vittime di Parigi sono strumenti.
E' stato il sacrificio umano offerto al Dio pagano della politica, ammantato di Libri e frasi deliranti cui (spero) credano almeno quegli uomini e quelle donne e quei bambini (bambini! davvero!) mandati a morire con una cintura esplosiva, senza sapere che se è vero che la civiltà occidentale è marcia e malata, è altrettanto vero che l'alba è meravigliosa anche vista da qui, che finchè c'è un altro giorno da vivere, ne vale la pena.
Non pagherà mai nessuno per tutti questi morti.
Ci saranno candele accese alle nostre finestre, fino alla prossima strage e poi a quella dopo.
E' assurdo pensare di "fermare l'Isis". Sarebbe come pensare di fermare il vento o la pioggia. Ormai c'è. Ce lo teniamo.
Magari sarebbe il caso di pensare che se chi lo deve "gestire" è lo stesso che lo ha creato, sovvenzionato ed armato, non siamo proprio in buone mani.
Ho smesso un giorno e non so quando. Mi sono guardata dentro e non ho più trovato nulla. Mi sono guardata intorno ed ho visto cosiddetti religiosi che mi facevano ribrezzo. Quindi basta, grazie, sono a posto così.
Questa è una premessa che trovo doveroso fare perchè sia chiaro che non mi si troverà mai a brandire un Crocefisso per sostenere un'idea piuttosto che un'altra. Ha il mio massimo disprezzo chi nello stesso modo brandisce un Libro Sacro.
La strage orrenda di Parigi ha lasciato tutti noi senza parole. Forse avremmo dovuto mostrare la medesima attenzione ad altre immense carneficine, quelle lontane, quelle che hanno poca eco mediatica.
I morti sono sempre morti, ovunque si trovino.
Ma tant'è.
Per la nostra cultura è molto più facile identificarci nelle vittime parigine, perchè avremmo potuto esserci noi in quel teatro, in quel contesto, in quel momento. Con una bibita in mano o mentre scrivevamo cose divertenti su whatsapp organizzando il weekend incipiente con gli amici.
Avremmo potuto essere i genitori di quei ragazzi (no, non farò vivere i miei figli sotto la famigerata campana di vetro, perchè la vita è una e mai come in questo momento vale la pena di viverla e lo faranno sulla base di tutte le mie possibilità di madre e di lavoratrice), ed essere a casa ad attendere una telefonata, sentendo il baratro della disperazione allargarsi sotto di noi e sapere con assoluta consapevolezza che da quel momento in poi non avrebbe mai più avuto fine.
Il disgusto che provo nel leggere le dichiarazioni di chi tratta l'Isis come una specie di virus sfuggito al laboratorio, mi fa capire che mai più crederò alle parole di un politico, di un cosiddetto "potente della Terra". Ma ho quarantatré anni e non credo quasi più a nulla in generale, figuriamoci nella politica in particolare.
Le vittime di Parigi sono strumenti.
E' stato il sacrificio umano offerto al Dio pagano della politica, ammantato di Libri e frasi deliranti cui (spero) credano almeno quegli uomini e quelle donne e quei bambini (bambini! davvero!) mandati a morire con una cintura esplosiva, senza sapere che se è vero che la civiltà occidentale è marcia e malata, è altrettanto vero che l'alba è meravigliosa anche vista da qui, che finchè c'è un altro giorno da vivere, ne vale la pena.
Non pagherà mai nessuno per tutti questi morti.
Ci saranno candele accese alle nostre finestre, fino alla prossima strage e poi a quella dopo.
E' assurdo pensare di "fermare l'Isis". Sarebbe come pensare di fermare il vento o la pioggia. Ormai c'è. Ce lo teniamo.
Magari sarebbe il caso di pensare che se chi lo deve "gestire" è lo stesso che lo ha creato, sovvenzionato ed armato, non siamo proprio in buone mani.
pannello romantico
un piccolo pannello romantico.
Disponibile anche nella versione in rosa nel mio etsy shop
info: cuoreditela.blog@gmail.com
Disponibile anche nella versione in rosa nel mio etsy shop
info: cuoreditela.blog@gmail.com
9 novembre 2015
9 novembre
Un disegno di tenore meramente decorativo, in una linea di vaga dolcezza.
Mi piace pensare ai momenti di pace e di serenità trascorsi ricamando piccole cose.
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