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29 gennaio 2018

dei ricami e dell'uncinetto e del credere in se stessi

Ho imparato a ricamare e a lavorare ad uncinetto a sei o sette anni. Ho avuto la fortuna di non avere limiti nella scelta dei colori e dei disegni. La tela era sempre aida, perchè ero piccola e perchè in casa ne trovavo a chilometri (mia prozia Anita ormai non ci vedeva più e usava un'aida comoda per continuare a mettere le sue crocette colorate) e l'ago era appuntito ed infatti ho imparato a lavorare di cruna.
Quello che non sapevo e che non ho capito per anni, era che la vita mi stava facendo un regalo: mi stava insegnando ad usare le mani e la creatività. 
Solo nell'ambiente pieno di amore e accettazione in cui ero, cocca di tutte le donne di casa e dei miei nonni, ogni mio lavoro veniva visto con entusiasmo, dai disegni più rudimentali ai ricami meno precisi . Così ho trascorso i miei anni d'infanzia credendo nelle mie possibilità, sapendo che ero brava, disegnando gli abiti per le bambole, tagliandone il tessuto e poi confezionandoli, ricamando, imparando tecniche nuove come il chiacchierino con le navette, la maglia a ferri, il ricamo tradizionale.
Però naturalmente la vita è fatta anche di altro: studi classici (volevo studiare da figurinista, ma in famiglia non si usava), poi università, poi lavoro e matrimonio e figli.
 E poi le grandi tempeste.
Non ho mai abbandonato il ricamo. Facevo parte di un gruppo di appassionate ed iniziavo a conoscere anche il mondo del web. Ma non mi bastava.
Nel gennaio del 2013 mi sono messa a disegnare di nuovo. Per puro gioco ho partecipato, nel giugno di quell'anno, ad un piccolo Salone, a Rovescala, con la mia amica Alessandra, che per prima ha ricamato i miei disegni.
Erano un disastro: non sapevo usare il programma per il pc, usavo tremila colori e anelavo pennarelli e matite, che mi facevano molta meno paura.
Sono passati esattamente cinque anni dal mio primo disegno, continuo a non essere un nome noto e molto probabilmente mai lo diventerò, e va benissimo così, ma sono molto contenta di quello che faccio. Disegno per delle riviste (attualmente Le Idee di Susanna), partecipo ad alcuni Saloni, gioco con materiali diversi e mille tecniche.
Ho tantissime amiche in questo mondo. Persone con infinite storie.
Nei momenti difficili (chi non ne ha? purtroppo sono universalmente distribuiti) ho sentito un immenso affetto da parte di altre persone con i miei stessi interessi, quelle che sanno che cosa si cela dietro ad ogni crocetta colorata, ad ogni perlina, ad ogni scelta di tela dipinta.
Ogni volta in cui mi siedo a ricamare o a disegnare torno a me stessa, al profumo della casa di mia nonna, al ritmo lento dei pomeriggi estivi. E' la mia strada per tornare a casa, a me stessa, a ritrovarmi quando tutto mi fa paura o tristezza. Questo è stato il grande dono: avere una me stessa a cui tornare seguendo un filo colorato.

8 commenti:

  1. che bello questo post, come i tuoi disegni

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  2. Francesca non immagini quanto mi riveda nelle tue parole. Ho avuto la fortuna di avere nonne e zie che insieme a mia madre mi hanno insegnato molto. Ogni mio lavoro, che sia uncinetto, maglia, patchwork o ricamo la dedico a loro perché mi hanno fatto, inconsapevolmente, un regalo bellissimo.

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  3. Bellissime parole, una biografia spontanea

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  4. Che dolce questo tuo pensiero, anche io ho avuto una zia e una mamma che mi hanno "regalato" tanto e il punto croce l'ho scoperto con la nascita dei miei figli😊 oggi spazio su molte tecniche ma il punto croce e l'uncinetto restano la mia ancora di salvezza e il mio faro nella nebbia😊 ci vediamo a "fili senza tempo" spero ciao!

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  5. Bellissimo post,la tua biografia mi piace tanto..sei una creativa dal cuore grande..un bacio

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  6. ti hanno regalato un faro per salvarti nelle tempeste, un abbraccio stretto grande Donna!

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  7. Sono tornata sul tuo blog perché la prima volta mi era piaciuto, istintivamente. Ero capitata per caso....adesso sono tornata volutamente e trovo questo bellissimo post.......bellissimo!

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  8. Ciao bella la tua storia descritta talmente bene che sembra di essere li con delle donne creative e amate. Non sapevo che disegni per delle riviste che prendo e amo.

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